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Montanari Eugenio (tanari)

  •  MONTANARI  EUGENIO

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     Tel. 0522 347342
     
     

     

     

     

    EUGENIO  MONTANARI    (TANARI)

    Tanari, dipinge dal 1948, con altri artisti si è dedicato inizialmente alla pittura en plein air seguendo gli insegnamenti di Carlo Bazzani.

    Successivamente attraverso i consigli di Gino Gandini si è avvicinato alla pittura impressionista seguita fino al 1969.

    E’ del 1970 il primo approccio verso l’arte contemporanea che non ha più abbandonato.

    Utilizzando la spatola rende materica un’eterea intimità mettendo in evidenza la trasformazione interiore dell’essere.

    Pochi segni, molto colore, un impianto metafisico che segue le posture dell’uomo e della donna accentuate dai colori quasi ad esorcizzare il loro spegnimento.

    Un cambiamento creativo fondamentale del percorso artistico di “Tanari”.

    Successivamente riprende il pennello e realizza nuove composizioni cimentandosi anche in opere sculturee realizzate con ogni sorta di materiali, dalla creta al cemento, dal ferro al bronzo (pregevoli le sue fusioni in bronzo) e la scagliola per i suoi bassorilievi.

    Al centro delle sue rappresentazioni sempre la copia uomo-donna, capostipite creatura - forza – bellezza – sapienza e grazia.

    Un artista che da sessant’anni è attivo, con una ricerca continua e tanta passione e amore verso l’arte.

    HA SCRITTO DI LUI   A. GIANOLIO

                “La padronanza delle più diverse tecniche, la dimestichezza con i materiali più vari, una sensibilità cresciuta silenziosamente in un lungo tirocinio fanno dello scultore-pittore reggiano E. Tanari un artista estroso e sperimentatore, ma nello stesso tempo equilibrato e attento a non cedere in virtuosismi.

    Il bronzo, la creta, la ceramica, il  vetroresina, il ferro ecc. si piegano alla sua volontà creatrice.

    Ma dietro tanta estrosità vi è una severa educazione artistica.

    Tanari è infatti allievo di Bazzani, per quanto, dopo aver dipinto centinaia di tele secondo la migliore tradizione paesaggistica reggiana, ad un certo punto ha interrotto un genere che non sentiva congeniale al suo temperamento.

    Il tirocinio gli è stato non di meno prezioso come si può vedere dalle opere esposte, per avere educato il suo gusto a ben dosate tonalità cromatiche di linee compositive essenziali.

    Tanari bisogna vederlo nel suo studio, zeppo di ogni sorta di materiali e attrezzi, tra la fucina di vulcano  e il laboratorio di un alchimista. E’ lì che la sua fantasia si sprigiona, originale e imprevedibile”