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Spaggiari Gianni

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     SPAGGIARI  GIANNI
     Via Martelli, 33/4 - Vezzano S/C - RE
     Tel.  0522 606379 
     www.giannispaggiari.com

     

    Spaggiari  Gianni,

    nato a Pecorile  di RE  nel  1949, la sua professione è stata quella di fornaio, attualmente quella di poeta a tempo pieno, tanto desiderata.

    La poesia  è un’arte che da sempre Gianni ha portato con se, senza mai potere esercitarla causa il lavoro, adesso liberatosi,  produce tantissimo, scrive pezzi meravigliosi, uno più interessante dell’altro.

    Tradizionalista,  maturo, la sua poesia spazia dall’amore della sua terra, al valore della famiglia di una volta,  osservatore della natura,  critico per le cose che non vanno in questa società moderna,  sensibile e solidale ai problemi  sociali, nonché un poco sognatore.

    La sua poesia è concreta, facile e piacevole da leggere, compresa  da tutti,  naturale e schietta come  è il suo stile di vita.

    Le vendite straordinarie  delle sue pubblicazioni sono una conferma di tutto ciò.

    Inoltre Gianni   collabora col figlio Christian (regista)  nelle sceneggiature delle sue opere.

    La prima pubblicazione è datata 2009 dal titolo "Il bilancio della vita è la traccia che hai lasciato".

    La seconda pubblicazione datata 2010 porta il titolo "Ad un fiocco di neve il destin lo fa il vento per un grande amor il destin lo fa il tempo"




    Terza pubblicazione   “Le nostre stagioni” 2012


    Quarta  pubblicazione   “Il coraggio di cambiare” 2015


     


    1° premio  al Festival della Poesia Val d’Enza 2010;


    Premio speciale “Città del Tricolore” 2012.


     


    Poeta che non smette di stupire, da buon  fornaio ha smesso di sfornare pane per sfornare bellissime poesie.


    Complimenti e grazie!  




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    E' possibile visionare il sito dell'artista cliccando sul dominio a seguito elencato:

    www.giannispaggiari.com

     

    Le icone in fondo sono la copertina delle sue opere, basta cliccarci su.

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    Pubblichiamo di seguito alcune delle sue poesie.

     

    RICORDI

     

    Quando tu non hai pensieri

    e ti liberi la mente

     

    esce fuori quel che ieri

    e già stato il tuo presente

     

    è lo spirito dell’uomo

    che dal corpo deve uscire

     

    al tuo cuor vuol fare un dono

    ma tu stenti nel capire

     

    vola in alto su nel cielo

    come un volo di un rapace

     

    e come un brivido di gelo

    al tuo animo dà pace

     

    e tu sogni ad occhi aperti

    i ricordi del passato

     

    quelli brutti ormai coperti

    in uno scrigno incatenato

     

    son rimasti solo i belli

     che allungano la vita

     

    una mano tra i capelli

    e una foto tra le dita

     

    i ricordi del passato

    sono solchi dentro al cuore

     

    come un disco rovinato

    che non senti le parole.

     

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    La Campola o Il Campola

     

    dalle pendici di un esile monte

    vieni alla luce in piccola fonte

     

    sulle tue rive è passata la storia

    anche a Matilde ai portato la gloria

     

    alla giumenta hai recato certezza

    ai contadini hai portato ricchezza

     

    attraverso rovi di rose

    porti  la vita a tutte le cose

     

    non so se sei uomo oppure una donna

    ma ti ho sempre chiamato come avessi la gonna

     

    a volte ti secchi, a volte sei forte

    per colpa dell’uomo hai portato anche morte

     

    sulle carte del mondo di te non c’è traccia

    ma a migliaia di gente hai lavato la faccia

     

    dentro il tuo letto son caduto rialzato

    a qualche animale la vita ho spezzato

     

    e adesso che gli anni son diventati un po’ tanti

    e poco la strada che vedo davanti

     

    vorrei un bel giorno diventare una goccia

    unirmi alle tue poi giù verso il mare

    diventare vapore e in cielo salire

     

    cullato dal vento

    e come il destin  che  a volte  è di miele

    nella tua valle ancora cadere

     

    e dando uno schiaffo in fronte alla morte

    questo bel viaggio rifarlo più volte.

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