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Silipigni Mariella

  •  SILIPIGNI  MARIELLA

    Reggio  Emilia

     Cell. 340 2518568

     

     

     MARIELLA SILIPIGNI,

     

    reggiana di nascita, approdata a poesia e prosa da un decennio, circa,  ho  pubblicato attraverso l’Università dell’Età Libera di Reggio Emilia  diverse poesie in una piccola antologia (2000 – 2002), negli anni successivi  ho avuto diverse segnalazioni o menzioni speciali e nel 2007  ho avuto un   1° premio nazionale di poesia in un concorso indetto da FIPAC–CONFESERCENTI e un 2° premio nel concorso di poesia su Matilde di Canossa indetto dal comune di Carpineti RE.

    Nel 2008: una segnalazione con poesia ancora da FIPAC “Notte di Vento”  - due racconti finalisti con diritto di pubblicazione su antologia “Duccio e Titta”  nel concorso nazionale “ 50 e più” – “Il Signor Giacomo” nel concorso “ Racconti brevi–Domenico Rea”  presso la casa editrice IBISkOS– OLIVIERI di Empoli.

    Recentemente: un  2° premio col racconto “Giselle e la Neve” dal “Quadrato”  di Viareggio,  un 4° premio col racconto “Luca e la Luna  dal “Cenacolo Studi Leopardiani”  di Reggio Calabria.

    Sono presente con poesie nelle antologie e nelle agende 2008 – 2009 di  IBISKOS – OLIVIERI. 

     

    MENZIONE D’ONORE  ottenuta al concorso di poesia aperto a tutti, organizzato dalla Confesercenti  di Reggio Emilia – 2009.

     PREMIO NAZIONALE con un racconto, concorso organizzato dalla “Cortona Citta’ D’Arte" – 2009.

     

    Nel marzo 2009 una menzione per la poesia “Io…una foglia” da FIPAC di Reggio Emilia.

    Finalista con pubblicazione col racconto “La porta bianca e rossa” al concorso “Domenico Rea – racconto breve” ad Empoli.

    premio  - farfalla d’oro – col racconto  “Questa sera, ore 20,30” al concorso “50&più” con premiazione a Levico – 3 ottobre 2009.

    premio – targa – col racconto “La casa azzurra” dall’Accademia “Giacomo Leopardi” di Reggio Calabria.

    Anno 2010:

    Menzione per la poesia “Gli ulivi di Burgio” da FIPAC – Confesercenti.

    Secondo  premio a Cortona con racconto “Il Mantello”.

    Finalista al  concorso indetto da  50&Più col racconto “La sesta primavera”.

    Primo premio da M.O.I.C.A. col racconto “Parapluie”, consegnato a Roma il 26/11/2010.

    Secondo premio speciale al concorso “Cortona – città d’arte” col racconto “Cortona” – aprile 2011.

     

    ALCUNE POESIE DALLA RICCA GALLERIA

     

    “ IO  E IL CIELO “

     

    Vorrei sedermi davanti a un caffè

    le braccia nel sole in mano un drink

    guardare svagata uno squarcio di cielo

    un piccolo cielo grande per me

    dimenticando per  un momento

    che sono sola sola davvero

    a divorare tutto quel cielo

    tutto quel cielo solo per me.

     

     

    “ TU ED IO “

     

    Ti ho incontrato adesso per caso

    col mio piede ti ho appena sfiorato

    vorrei raccontarti una vita

    tu potresti descriver la tua

    sono nato oltre quel fiume

    che divide in due la pianura

    sei cresciuto tra l’aria e la luce

    nella terra senza confine

    sono grande ho pure un bel nome

    tu sei piccolo… ti chiami fiore.

     

     

    “NOTTE”

     

    Notte… sei qui

    notte bussi, non chiedi

    discendi discreta

    con ali di seta

    e dita flessuose

    cancelli le ombre

     

    per creare le tue

    e quando ritorni

    nell’altra metà

    del cielo già chiaro

    io chiudo gli occhi

    e tu stai fuggendo

    inafferrabile madre dei sogni.

     

     

    “ POMERIGGIO D’AGOSTO “

     

    Non riconosco i miei luoghi

    sotto l’arsura pesante

    fermo nell’aria

    il respiro del tempo

    rallenta il suo corso

    più non ha voce

    roca si è spenta

    nell’arso silenzio

    cresce il languore

    e l’abbandono

    come un sudario

    si stende sulla mia pelle

    sulla città con sapore di pietra.

     

     

    “ ESTATE “

     

    Biondo il grano

    bionda la terra

    e…. bionda l’aria

    nel cuor dell’estate.

    sento la vita scorrere lenta

    color dell’oro

    sola cammino per stretti sentieri

    di terra e sassi

    all’ombra degli olmi

    e sotto le querce

    e aspetto che tardi

    sul far della sera

    appaia lontano

    all’orizzonte

    un velo azzurro

    sceso dai monti

    a mitigar tutto quell’oro.

    biondo il grano

    bionda la terra

    e…bionda l’aria

    ma non per sempre.

    _______________________________

     

    “ PENSIERO NOTTURNO “

     

    Mezzanotte d’un sabato qualunque

    mezzanotte di un giorno vissuto così…

    La televisione parla nel vuoto

    il libro sfogliato mi pare più muto.

    Si spande il silenzio in onde vibranti

    che i muri di casa contengono a stento.

    Aspetto che il sonno arrivi dal nulla

    e  mi conduca nel nulla con sé.

     

     

    “SETTEMBRE”

     

    Settembre ha una luce color del corallo.

    Settembre si nutre d’un sottile veleno

    che tenue s’insinua nell’aria

    smorzando i colori violenti

    di cui ha gioito l’estate.

    Settembre ha occhi di donna

    che coglie già i frutti maturi

    ridente d’un riso velato

    sospeso tra l’ombra e la luce

    dei giorni già arresi all’autunno.

    Settembre ha mani leggere

    tessute con il velluto

    protese  a raccogliere le foglie

    che lasciano tenere il ramo

    libere solo d’esser preda del vento

    che come un padrone arrogante

    le arrotola in mille mulini.

    Settembre ha piedi fuggenti

    non lascia dei solchi profondi

    già carico sopra le spalle

    di chiudere un’epoca d’oro

    di spegner d'un soffio l’estate

    atteso dall’ultimo sole

    che trema davanti all’inverno.

     

     

    “ IL VENTO “

     

    Il vento profetato da Milano

    puntuale è arrivato nella notte

    anche stanotte dovrò vedermela da sola

    con questo amico che entra inaspettato

    a gran folate dalle finestre aperte.

    Amico che mi coglie di sorpresa

    destandomi dal sonno col suo passo

    deciso come quello del soldato

    che va in battaglia a vincere la guerra.

    Anche stanotte dovrò difendermi da sola

    da un nemico che non chiede scusa

    e viene a ridestare i miei pensieri

    placati  dallo scorrere del sonno.

    Io sono sola ad ascoltare il vento

    non trovo salde braccia in cui gettarmi

    fingendo di morire di paura,

    non posso più giocare alla bambina

    cercando un rifugio che non trovo.

     

     

    “ INVERNO”

     

    L’inverno, vorrei non finisse.

    Ne ho fatto una specie di culla

    una tana per chiudermi dentro.

    All’inizio avevo paura,

    del grigio, del freddo, del sole che manca.

    Poi poco a poco ne ho fatto un amico….

    Non vorrei più spingerlo via

    nel buio, nei rami degli alberi adunchi

    un’eco sopita ho scoperto

    uno specchio placato che sola conosco.

    La paura si è sciolta da sola.

    Da oggi l’inverno mi pare un amico

    che avvolge il mio corpo in spire di nebbia

    e mi protegge come un germoglio

    per consegnarmi più forte al domani.

     

     

    “IL MARE “

     

    Mi manca sempre

    il caro mare amico

    dei giorni ardenti

    dell’età più bella.

     

    Il mare mosso

    da una mano eterna

    alza le onde

    senza far  rumore

    fino ai miei piedi

    piccoli e insicuri.

     

    Quel mare antico

    non mi riconosce

    se torno adesso

    davanti alle sue rive.

     

    Lunghi i miei passi

    gravi i miei pensieri

    l’onda riprende

    sicura il suo cammino

    senza sapere che per lei tornavo

    a camminare lungo la sua riva.

     

     

    “IO…  UNA  FOGLIA”

     

    Il bosco è la mia casa

    rifugio dell’anima più che del corpo

    mi spoglio del corpo e lo lascio alla terra

    e l’anima sale senza più peso

    seguendo le gobbe dei tronchi

    piegati

    dal vento

    dagli anni

    dal tempo

    in alto ogni foglia diventa sorella

    e palpita lieve

    mi accoglie mi culla…

    mi lascia sospesa dove posso sentire

    la linfa e la vita scorrere insieme

     

    tutto il bosco ora tace

    mi accoglie mi culla

    faggio… betulla tremiamo insieme

    adesso anch’io sono una foglia.

     

     

     

    “OGGI”

     

    Oggi mi sento un cane perduto

    un cane perduto senza collare

    che vaga per vie a lui conosciute

    in cerca del suo antico padrone

    l’angoscia del cane somiglia alla mia

    anch’io sto cercando un antico padrone

    non cerco una casa  e neppure una via

    io cerco un luogo un nido una tana

    per dissetar la mia sete d’amore

    due salde braccia che stringono forte

    questo mio corpo abbandonato.

     

     

    LA MIA TERRA                         

     

    La mia terra odora di fumo

    di grevi nebbie salite dal fiume

    uomini alberi case

    la nebbia avvolge

    in grigie spirali

    pigra s’adagia sull’orlo dei fossi

    morbida abbraccia filari di pioppi

    si stende in colore sulla campagna

    che le si offre vinta e spogliata

    in attesa che il sole

    sguainata la spada

    d’un raggio dorato la sappia ferire.

     

    (Agenda Ibiskos-Olivieri)